Imprese e lavoro: incentivi in busta paga per chi va al lavoro in bicicletta

Pedalare per andare al lavoro conviene: dopo il lockdown anche in Italia imprese e enti pubblici si muovono. Anche grazie a soluzioni già pronte.

Bike to work: pedalare per andare al lavoro conviene. Si risparmia parecchio denaro, si migliora la salute (perché pedalare è movimento fisico), si aiuta a ridurre il traffico (e dunque l’inquinamento) e si favorisce il distanziamento sociale. Così, incentivare i virtuosi che scelgono la bici per andare sul posto di lavoro è diventata una missione condivisa da aziende e amministrazioni pubbliche.

Una sinergia di intenti che può davvero fare la differenza per incentivare la mobilità sostenibile nelle città italiane che nel post lockdown si trovano a dover fronteggiare una nuova impennata del traffico e dell’inquinamento.

Ai legislatori italiani basterebbe dare un’occhiata alle iniziative dei nostri vicini europei per capire come avviare politiche virtuose. Dal Regno Unito, uno dei primi a spingere sull’utilizzo della bici con incentivi e detrazioni per le aziende, al Belgio, con più di 500 mila lavoratori che per ogni chilometro percorso prendono 0,23 cent in più in busta paga. Un sistema di “rimborso chilometrico” introdotto anche in Francia dal 2015 e che ha portato alle aziende anche vantaggi dal punto di vista fiscale.

Modello Germania: bici come bonus esentasse

In bici al lavoro

Anche le misure introdotte in Germania, uno dei paesi ciclisticamente più avanzati di tutto il vecchio continente, rispondono all’esigenza di incentivare maggiormente l’utilizzo delle due ruote. Nel 2018 il Governo tedesco ha approvato una legge che detassa le biciclette fornite dalle aziende ai propri dipendenti. Una soluzione voluta per incentivare l’uso di mezzi ecologici per recarsi al lavoro e che favorisce sia la società, sia il dipendente.

Particolarmente efficace è il sistema di noleggio biciclette a prezzo agevolato per i lavoratori dipendenti sviluppato dall’azienda JobRad che consente ai propri dipendenti di noleggiare a prezzo agevolato una bicicletta a pedalata assistita e di pagarla mensilmente attraverso una trattenuta sullo stipendio. Grazie al regime agevolato di tassazione delle bici elettriche il datore di lavoro può far risparmiare fino al 40% sul prezzo di acquisto della bicicletta al proprio dipendente.

Così i vantaggi del programma di leasing sono per tutti: l’impresa offre un benefit al proprio lavoratore, ne guadagna in immagine e in salute dei dipendenti. Coloro che si recano al lavoro in bicicletta fanno attività fisica, rispettano l’ambiente, riducono le spese legate al mantenimento dell’auto e a conclusione del periodo di leasing possono scegliere se acquistare la bicicletta a prezzo agevolato. Ad oggi hanno aderito all’iniziativa colossi come DB, Bosh, L’Oréal, Schneider e Vaude.

II caso virtuoso dell’Emilia Romagna

Se la pandemia ha avuto un merito è quello di aver dato un’accelerata alle politiche sulla mobilità sostenibile. Una delle prime ad aver recepito le nuove istanze di mobilità del “Decreto Rilancio” è la Regione Emilia Romagna, che per il post-pandemia ha stanziato 3,3 milioni di euro complessivi per il progetto «Bike to Work – Bonus bici», allargando la platea dei beneficiari dei contributi statali ai Comuni tra i 30 e 50mila abitanti.

Un’iniziativa in linea con gli obiettivi della legge regionale 10/2017, con cui la regione si è posta il traguardo di raddoppiare la mobilità ciclopedonale che già partiva da una percentuale di spostamenti doppia rispetto a quella nazionale: 10% contro il 5% del dato italiano (dati 2017).

In base alle disposizioni della Regione saranno erogati fino ad un massimo di 50 euro mensili ai lavoratori che scelgono le due ruote per andare in azienda e incentivi rivolti agli abbonati ferroviari dell’Emilia Romagna per l’acquisto di bici pieghevoli utilizzate per gli spostamenti da e per il posto auto o bus (in questo caso non si paga il biglietto a bordo come previsto per una bici tradizionale, quindi un incentivo per i pendolari).

Non solo. Chi utilizza le due ruote negli spostamenti casa-lavoro potrà ricevere 15 centesimi per ogni km pedalato, sia nel tragitto di andata che per quello del ritorno. L’incentivo finirà direttamente in busta paga e cambieranno in base all’effettivo utilizzo della bicicletta: si potrà arrivare fino a 400 euro in un anno oppure fino a 200 se si abita in una città diversa rispetto a quella della sede di lavoro e si usa la bici insieme ad altri mezzi pubblici (treno o bus).

Tra i primi beneficiari dell’iniziativa di rimborso chilometro per i dipendenti che si recano in ufficio in bicicletta ci sono i 1.270 dipendenti dell’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna (Arpae) con sede a Bologna e che porterà nelle tasche dei lavoratori fino a 400 euro l’anno in più a fronte di un po’ di esercizio fisico in più e tante emissioni di CO2 risparmiate.

«L’obiettivo è quello di portare entro la fine del 2021 dal 15 al 20% la percentuale di lavoratori che, per gli spostamenti casa-lavoro, rinunciano all’automobile a favore di un mezzo più sostenibile», ha spiegato il direttore di Arpae, Giuseppe Bortone.

Partner del progetto è l’app di tracciamento per la mobilità sostenibile Wecity, che attualmente collabora nella direzione dello sviluppo della mobilità alternativa con altre PA e aziende.

Le app pensate per le aziende

bike to work app

Le aziende e le pubbliche amministrazioni che vogliono portare avanti iniziative di mobilità sostenibile per i loro dipendenti possono appoggiarsi a strumenti e iniziative già disponibili.

Tra queste proprio WeCity, app fondata a Modena nel 2014 e che nel 2020, a seguito della pandemia, si è trasformata in Società Benefit (Sb). L’app, che può essere scaricata sul proprio device portatile e che conta più di 100mila persone registrate, premia il bike to work attraverso programmi di incentivi e gamification.

Il programma di affiliazione con aziende e Amministrazioni Pubbliche come Arpae permette di gestire programmi personalizzati di incentivi. Dall’incentivo economico in busta paga per i dipendenti, a sconti e buoni spesa per i clienti che decidono di aderire al programma scaricando l’app e usandola quotidianamente (Conad e Tucano Urbano sono state le prime ad aderire).

Un’altra possibilità è quella offerta dalla web App Cycle2Work progettata da Mondora, BCorp valtellinese specializzata nella fornitura di servizi digitali per le aziende, app già utilizzata con profitto dai propri dipendenti di Berbenno di Valtellina. Ogni azienda può creare un team sulla piattaforma Strava, a cui i dipendenti registrati sull’app potranno aggiungersi. Una volta unito il proprio account Strava alla web app di Cycle2Work il dipendente avrà a disposizione una dashboard con i suoi dati personalizzati: chilometri totali percorsi, CO2 risparmiata e quanto eventualmente guadagnato.

Cycle2Work è utilizzata da circa il 35 per cento dei dipendenti di Mondora e il risultato è una media di 35 km al giorno a testa, circa 2500 chilometri di viaggi in auto risparmiati in un anno oltre a una riduzione di emissioni di CO2 equivalenti a 1 tonnellata per utilizzatore.

Ogni chilometro percorso in bicicletta (o a piedi) tra casa e lavoro viene premiato con 20 centesimi di euro. Per fare un esempio: un tragitto di 10 chilometri moltiplicati per 5 giorni lavorativi equivale a un “aumento” di 40 euro al mese in busta paga, pari a 480 euro l’anno.

Il business model ideato da Mondora per le aziende che vorranno utilizzare il sistema Cycle2Work è duplice: le aziende possono usufruire del software gratuitamente purché, a fine anno, cedano a Mondora l’equivalente delle emissioni risparmiate dai loro dipendenti grazie all’uso della bici. In questo modo potrà sommarle alle proprie e farle figurare nella relazione di impatto annuale, accreditandosi come azienda virtuosa.

Viceversa, la quantità di C02 risparmiata verrà convertita in euro e pagata dall’azienda cliente, che sarà libera di metterla in bilancio o di utilizzarla per altri scopi. Questo perché Mondora è una BCorp certificata oltre che una Società Benefit, ovvero una di quelle imprese che per statuto si impegnano a utilizzare parte dei profitti per generare impatto positivo sull’ambiente, le persone e la società.

[ contributo di Marco Trabucchi per il Sole24Ore ]

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